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COSA MI RESTA DI FARE?

Cari lettori spero possiate darmi un suggerimento dopo aver letto quanto sto per scrivervi. La mia storia inizia 7 mesi fà. Mia sorella era molto malata, era in attesa di trapianto, non ce l'ha fatta, separata con una bambina. Aveva l'affido esclusivo della minore nostante la sua malattia che la portava a continui ricoveri in ospedale. Per malattia si trasferì vicino al centro trapianti dove si era messa in lista di attesa, lontana dalla famiglia di origene portando con se la bambina. Nel frattempo che si trovava in questa situazione ha cercato di rifarsi una storia sentimentale dichiarata anche al tribunale dei minori. Cosa centra il tribunale, bhe con il suo ex erano in guerra continuamente trascinando nelle loro discussioni anche la bambina che veniva tirata da una parte e l'altra. Noi di casa non abbiamo mai condiviso il loro atteggiamento nei confronti della minore. 7mesi fà per l'appunto è venuta a mancare, ci siamo precipitati nella città dove era residente e abbiamo trovato giustamente la bambina sconvolta per la perdita e quì inizia la mia storia. La sera dopo la sua morte ci raggiunge il padre della piccola che voleva portare a casa. lLa bambina che non aveva buoni rapporti con il padre ,con fermezza si è rifiutata di andare a casa con lui. Il papà di tutta risposta si è rivolto alle autorità del luogo e chiese un nostro aiuto per riportarla in dietro. E' stata nella nostra casa per diversi mesi, nel frattempo la veniva a trovare e noi cercavamo di facilitarne il riavvicinamento. Purtroppo neanche un mese dopo la morte di mia sorella abbiamo iniziato a constatare il perchè lei si era allontanata così tanto da casa. I sui comportamenti diventavano sempre più pressanti ed invadenti, mi sembrava di non avere più una casa mia, una vita coniugale, una libertà individuale e di coppia. Mi sono sentita di vivere una vita da divorziata con un marito che non era più mio marito ma un mio compagno. La bambina che continuava a dire di non volere il padre, lui che insinuava sul mio conto ed insisteva di rivolere a casa la figlia. Inizziammo il percorso di recupero con gli assistenti sociali sempre seguiti da tutti noi fino al giorno che mi dissero di dire alla bambina che doveva per forza andare dal padre. La bambina continuava a dire che se l'avessero mandata da lui sarebbe scappata, che solo con noi sentiva di avere una famiglia che non aveva mai avuto. Mi opposi a questo, non perchè la volevo nella mia abitazione ma perchè non volevo le fosse fatta l'ennesima violenza. Avvisai le autorità territoriali di quanto sarebbe accaduto da lì a poco e che mi ritenevo non responsabile di quanto potesse accadere alla bambina da quel momento in poi. E' successo il finimondo, il padre ci ha accusati di esserci presi la genitorialità della bambina. Ci ha accusati di essere degli approfittatori, nonostante tutto ho continuato gli incontri ulterirmente per il bene della minore sentendomi dire che dovevo insistere che la bambina fosse andata da lui contro il suo volere, addirittura che la dovevo caricare a forza in macchina e portarla al padre. A quel punto mi sono ribellata anche nei loroconfronti dicendo loro che da quel momento in poi mi sarei limitata ad accudire la bambina e basta. Loro hanno preso una posizione nei conffronti del padre e ci hanno portato in tribunale dove le parti non sono state sentite nel confronto nello stesso momento motivando il comportamento con i problemi personali dell'avvocato della controparte. Ilgiudice decise di far fare una prova al padre ed alla bambina di convivenza alfine di stabilire se il rapporto può essere ricostruito tenendo conto che noi zii dovevamo essere di sostegno alla minore. TUTTO CIO' A TUTT'OGGINON E' ACCADUTO. Abbiamo potuto dialogare con lei pochi miuti 2 o 3 volte alla settimana. Tuttto ciò perchè si è creata una tensione insostenibile, la bembina continua a mostrare difficoltà nel ricostruire con il papà e noi che non ci sentiamo di andare a trovarla a casa sua perchè il papà ci ha denunciati per sottrazione di minore ancora prima di avere la bambina nella. nostra abitazione. Questa cosa l'abbiamo scoperta quando abbiamo fatto richiesta dei carichi pendenti per la domanda di adozione internazionale. Così oltre alla perdita del mio lavoro che ho avuto per questa situazine che mi trovavo ad affontare, ho pregiudicata anche la mia vita privata. Ora mi chiedo cosa posso fare per aiutare mia nipote? Come posso risolvere il problema del diritto che mi è stato dato dal tribunale di frequentarla senza subire ulteriori denunce cercando di non creare ulteriori problemi e tensioni alla bambina? da tener conto che la bambina è già nell'età di poter scegliere con chi stare. Grazie a chiunque a il modo di potermi dare una mano. C.M.

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