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una sola parola: GIUSTIZIA!!! |

ho quasi paura di scrivere questo racconto.. ho i brividi e la pelle d'oca, vorrei tanto che tutto cio' non mi appartenesse..
ho vissuto una storia con un' uomo tanto più grande di me, lui 48 io 22, tanta gente mi chiedeva ma cosa ci trovi in lui, dovresti frequentare un tuo coetaneo, lui probbe essere tuo padre... (anche se di fatto mio padre ha 43 anni), inutile spiegare che non davo assolutamente retta a nessuno, ero decisa e coinvolta, e cercavo in ogni modo di difenderlo o di difendere quello che provavo per lui, ma da li' a poco la nostra differenza di età non era affatto il problema principale. Mi ero legata tanto a lui, e pian piano lui comincia a confidarmi tante cose della sua vita, aveva due figli una bellissima bimba di 8 anni e un angioletto di 6, avuti dalla sua ex compagna, non sono mai stati sposati, e indovinate cosa? lui viveva con la sua ex e i loro rispettivi figli, metaforicamente parlando erano separati in casa, restarono di fatto uniti solo per crescere in "armonia "i loro figli.
io vivevo in città con la mia amica di sempre. prendemmo casa in affitto assieme, ci trasferimmo a Roma per intrapendere gli studi e per vivere un'esperienza lontane da casa.
ebbi l'intuito da subito che lui era un tantino differente...aveva delle idee tutte sue... idee che da li' a poco si tramutarono in leggi, le sue regole... i sui patti..
i miei genitori erano molto dubbiosi...e direi una tantino preoccupati per questa storia, impossibile trovare le parole adatte per descrivere la sua astuzia nel cercare di mettermi contro i miei genitori, pensate... diffamare la propria famiglia il proprio sangue, perchè il dittatore imponeva questo, della nostra storia "d'amore" non vi era rimasto che un vago ricordo, ora per lui era una questione di principio, qualcosa del tipo: tu mi appartieni e loro non vinceranno. i suoi squallidi ricatti echeggiano encora nella mia mente, essendo lui una persona ben ammigliata in politica e in tanti altri settori, era capace di ottenere il 99 per cento di quello che desiderava, mi fece addirittura credere che io avessi il telefono sotto controllo e che in qualsiasi istante sarebbe stato capace di sapere ogni mio movimento, gli amici... le giornate di svago, il lavoro, lo studio erano un ricordo, ero ossessionata da questa spece di individuo, voglio anche precisare e ricamare bene su questo racconto, lui non era solo invadente, possessivo e a mia conclusione paranoico, ma era tanto manesco, bhe... manesco per lui sarebbe una promoziome, vi racconto cosa mi successe quando una sera, in un bar un'uomo oso' guardare nella mia direzione (io mi accorsi che questo mi osservava e quindi con il nodo alla gola speravo che lo shizzofrenico non se fosse accorto), io ero assolutamente e cecamente disiteressata a quel tipo tanto che a una certo punto i suoi occhi erano diventati cosi' pesanti su di me, che gli diedi completamente le spalle con la sedia... bhe... quello che ho dovuto subire per ben 5 ORE di fila è un qualcosa che mi gela il sangue solo nel raccontarlo, mi spense una sigaretta in bocca, poi mi fece spogliare nuda e dopo una lunghissima serie di Cazzotti altezza stomaco e volto mi spense ben 2 SIGARETTE sulla gamba sinista..., vi voglio fare un regalo, vi risparmio dei particolari perchè sono assolutamente indescrivibili. i miei genitori in tutto questo cominciano a essere seriamente preoccupati tanto che si rivolgono alla polizia raccontando quello che sommariamente si poteva evincere, e quello che la mia amica gli poteva raccontare, allora il dittatore comprese che la mia amica era una nemica, e quindi mi portò a vivere da lui (con la sua ex e i loro figli), e ache la mia amica divenne un ricordo.... ero totalmente sola... ma da li' a poco scopri un particolare che non fece più di me una persona sola, ero incinta............ lui contentissimooooooooooooo, era esattamente quello che a mio parere voleva, io....................................................................sconvolta, la mia era diventata una lotta alla sopravvivenza. Essendo che i miei genitori si erano rivolti alla polizia, lui fece lo stesso usando me però... mi fece scrivere un'esposto contro i miei genitori, i quali dovevano lasciarmi vivere la mia vita, mi fece dichiarare che la mia vita era bellissima solo da quando stavo con lui, e che loro effettivamente non avevano mai capito nulla della proria figlia.... i giorni passavano in quella casa che mi dava la nausea, e l'unico momento di gioia era quello che dividevo con i loro figli, ero tutto per me..., li cercavo sempre per far si' che anche la mia sopravvivenza potesse avere un briciolo d'amore, devo ammettere che qui piccoli sono stati la mia salvezza, e quando capaitava (spesso)che il loro padre alzava la voce con me, correvano verso di me, soprattutto la più grande I. 8 ANNI,e ricordo che una volta mi disse: "perchè pingi?", e io le risposi:" Pingo...perchè ho un forte mal di testa"..., sembravo l'unica a coprendere che queste situzioni di violenza non potevano in nessun modo viverle anche quei poveri piccoli. voi vi chiderete e la madre? LA madre.....è completamente una persona robbottizata, è lui al femminile, è una donna che nonostante tutto mi fà pena, c'e una particolare coincidenza che ci rende comuni oltre che il dover sopportare un uomo paranoico, lei non vede i genitori da più di 12 anni, aveva presentato allora anche lei un esposto contro i prori genitori.
e tutto questo incubo l'ho vissuto nell'arco di otto mese, otto mesi 4 giorni e 12 ore, sono tanto invecchiata in mesi... mi sento una 40 enne.
e ad oggi devo per circostanze collaterali raccontare questa storia praticamente tutti i giorni tra avvocato e pscicologo, proprio come se tutto questo non mi appartenesse, prorio come se quell'aborto non fossi stata io a farlo, come se tutte le volte che ero costretta a fare sesso e in più occasioni dividerlo con sua ex, mi sforzo ogni giorno con l'aiuto dei mie genitori che tanto hanno sofferto le miei pene, a combattere a urlare al mondo intero, voglio GIUSTIZIA, ma tante sono le volte che davvero non ne ho la forza vorrei dissolvermi nel nulla, vorrei annegare nel mio dolore, tanto non ho bisogno della sentanza del giudice che mi dica chi ha ragione e chi ha torto, ma sono costretta a tutelarmi e tutelare la mia famiglia da un mostro tanto vendicativo e capace delle cose assurde.
ci sarebbero tante altre cose da dover raccontare, ma non ho più la forza e credo che questa medesima fetta di torta possa servire per testimoniare la mia violenza, ma soprattutto per testimoniare che Dio è grande, non mi ha lasciata incastrata in una vita invivibile, e non mi lascerà sola ora che ancora ho bisogno di lui....
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