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Diritto del minore a vivere nella sua casa.

Sono una madre divorziata consensualmente da circa quattro anni. Ho una figlia di nove nata dal primo matrimonio e una di quasi due nata da una relazione di tre anni sfociata in matrimonio dall'inizio di quest'anno. Qual'è il problema? Il problema è questo: dopo il mio matrimonio il mio ex marito pretende indietro l'appartamento coniugale indietro, non rispettando il ricorso del divorzio. In tale ricorso effettuato consensualmente mi si affidava totalmente mia figlia, e congiunto il diritto di vivere nell'appartamento coniugale fino al compimento del ventiseiesimo anno di età di mia figlia. Adesso io mi chiedo, capisco il desiderio di riappropriarsi di qualcosa di nostra proprietà, ma dal momento che lui vive bene, con appartamento di proprietà, autonomamente indipendente, con ulteriori proprietà immobili, con moglie che lavora e un figlio già grandicello; noi viviamo da precari sia io che il mio nuovo coniuge e con la figlia ancora piccola e l'altra grande che richiede sempre più cure, quello che mi fa rabbia non è dare indietro la casa ma è vedere lui che circuisce la figllia dicendole ogni volta che ha l'occasione ( e vi garantisco che ce l'ha perchè io non sono una madre che nega il diritto paterno) che non caccia a lei dall'appartamento ma vuole solo cacciare via il mio nuovo marito e quella che dice che non è sua sorella (che rabbia), ma quando avrà diciotto anni le ridarà la casa indietro. Ma fino ad allora (mancano ancora nove anni) dove dovrà vivere mia figlia? Io mi chiedo è molto migliore un padre egoista e proprietario o una madre che cerca di far vivere la figlia in modo sano ed equilibrato dove è nata e cresciuta? Un minore ha o no il diritto di vivere nella casa dove è vissuto fino ad allora? E il mio diritto relativo ai ventisei anni di risiedere nell'appartamento? Dove va a finire? Se potete chiarirmi le idee in proposito vi sarei molto grata o se conoscete storie relative con sentenza finale sarei molto lieta di conoscerle. Grazie dell'aiuto.Gabry

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