Maurizio Quilici - Fazi Editore
Collana: Le terre
pp. 500 ca. - euro 23,00
In libreria: 29 gennaio 2010
Ricchissima è la letteratura sul rapporto madre-figlio. Molto più scarsa quella sulla relazione tra un padre e la sua prole. Elemento di spicco nell'organizzazione della famiglia e della società, un padre oggi deve necessariamente ripensare il proprio ruolo, essere capace di contrastare lo stereotipo materno secondo il quale i figli devono stare con la madre. Non solo fuori, ma, se necessario, anche dentro le aule dei tribunali.
Quella della paternità è una questione complessa e sfaccettata, non racchiudibile nel clichè del padre assente o del "mammo". Per questo Maurizio Quilici, giornalista che da anni si occupa dell'argomento e presidente dell'ISP (Istituto studi sulla paternità), ha analizzato più di quattromila anni di storia alla ricerca dei diversi significati che questa figura ha assunto nel tempo: dalla mitologia greca al ruolo misterioso che ricopriva nella cultura etrusca, dalla centralità nell'antica Roma alla modificazione della sua funzione sociale col cristianesimo, dalla nuova educazione illuminista alla nascita della psicoanalisi e del "complesso di Edipo" fino al Novecento con le contestazioni giovanili, l'emancipazione femminile e la recente "rivoluzione paterna".
Un viaggio appassionate e singolare nella tradizione culturale europea, riletta alla luce del pater familias: a volte affettuoso genitore, altre padre-padrone, complice o antagonista dell'altra metà del cielo. Ma sempre -
per assenza o eccessiva presenza - una figura fondamentale con cui fare i conti.

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