Lo ha chiesto la Fish all’Osservatorio per l’integrazione scolastica, riunitosi ieri


 


Giovedì 31 gennaio si è riunito l’Osservatorio per l’integrazione scolastica dl Ministero della Pubblica Istruzione. Buone notizie in vista: sta – finalmente – per partire il tanto annunciato e atteso progetto I Care. Si tratta del primo corso di formazione dedicato nello specifico all’integrazione degli alunni disabili rivolto a insegnanti curriculari. Le 1.700 scuole che parteciperanno sono già state selezionate, i curricula scritti, le delibere firmate. Le stesse scuole hanno approvato in Consiglio d’Istituto la loro partecipazione ai corsi. Mentre il ministero ha alzato il tetto dei finanziamenti stanziati: oggi sono 6 milioni di euro.
Salvatore Nocera, della FISH, precisa la richiesta fatta al Ministero dalle associazioni: «La partecipazione al corso deve essere obbligatoria per tutti gli insegnanti curriculari delle scuole coinvolte. La partecipazione è stata approvata da loro, il Consiglio di Stato prevede che la partecipazione sia obbligatoria, pena decurtazione dello stipendio». A conti fatti, stimando 80/100 insegnanti per ogni scuola, potrebbe trattarsi di 170mila docenti, un sesto dell’intero comparto-scuola. «Sarebbe, finalmente, un successo importante», commenta Nocera. «Sono anni che ripetiamo che l’integrazione degli studenti disabili non può essere demandata unicamente agli insegnanti di sostegno. L’essenziale è che il progetto vada avanti come ordinaria amministrazione, a prescindere dai cambiamenti politici».


Tra le altre iniziative che il sottosegretario De Torre ha riepilogato anche la traduzione dei libri di testo in Braille: «Il sottosegretario ha detto che saranno pronti a settembre, ma ho qualche dubbio», dice Nocera. «Mi sembra che siamo partiti in ritardo».


La Fish ha messo sul tavolo anche altre esigenze: in primis ha rilevato che nelle normative per i nuovi esami (terza media e maturità) non si parla di alunni disabili e ha fatto presente la necessità di rimediare. Inoltre ha sottolineato come agli alunni che seguono un programma speciale non dovrebbero essere applicati i debiti formativi.


 


Tratto da VITA

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