In crescita anche i riti civili (sono uno su tre) e le unioni miste (15%)


Si conferma la crisi del matrimonio, ma solo i primi matrimoni, che in circa 35 anni si sono quasi dimezzati (erano 419 mila nel 1972, sono stati 246.613 nel 2008) mentre le seconde unioni – quelle contratte fra divorziati e vedovi – sono più che raddoppiate in questo periodo: dal 6,5% al 13,8% del numero complessivo.
Questa è la fotografia che l’Istat ha diffuso con la rilevazione sui matrimoni celebrati in Italia nel 2008 ed in cui segnala che “sono sempre più numerose le coppie che scelgono di formare una famiglia al di fuori del vincolo del matrimonio”. Lo testimoniano, ad esempio, le nascite: il 20% (oltre 100 mila nel 2008) avvengono al di fuori del matrimonio. Altre tendenze confermate sono il ricorso al rito civile (uno su tre) e i matrimoni in cui uno dei due sposi è straniero (15%). Prevale poi fra gli sposi la scelta del regime della separazione dei beni (62,7%) rispetto alla comunione dei beni.


ETÀ PRIMO MATRIMONIO
4 matrimoni ogni mille abitanti, nel 1972 erano 7,7. I primi matrimoni sono sempre più tardivi: 33 anni per gli sposi, quasi 30 per le spose (circa 6 anni in più rispetto agli anni ’70). Le nozze fra celibi e nubili rappresentano l’86,2% del totale contro il 93,5% di 35 anni prima. Ci si sposa di più al Sud e nelle Isole (4,9 e 4,7 per mille abitanti) che al nord (3,6) e al Centro (4). Le regioni in capo e in coda della classifica sono Campania (5,5) e Friuli Venezia Giulia (3,3).


SECONDE NOZZE
Nel 2008 i secondi matrimoni e successivi sono stati 34.137, il 13,8%. E’ un fenomeno che ha a che vedere con l’aumento dei divorziati (50 mila divorzi nel 2007) che, insieme ai vedovi, sono i potenziali sposi. Le nozze fra divorziati sono il 92,1% del totale delle unioni successive. Sono più diffusi al Nord; in particolare in Liguria (24,2%), in Friuli Venezia Giulia (22,7%), in Piemonte 822,2%). All’opposto ci sono Basilicata (5,8%) e Calabria (6,5%). Gli uomini si risposano in media a 48 anni se divorziati, a 61 se vedovi; mentre le donne, rispettivamente, 43 e 48 anni.


1/3 DEI MATRIMONI E’ CIVILE
Questa scelta riguarda anche le prime unioni (un quarto del totale). Ora sono il 36,7%, erano il 20% 15 anni fa. E’ anche l’effetto dell’aumento delle seconde unioni. Sono celebrati con il solo rito civile oltre il 48% dei matrimoni al Nord, il 44% di quelli al Centro, il 20% nel Mezzogiorno.


AUMENTANO LE UNIONI MISTE SONO IL 15%
Erano il 4,8% nel 1995. Si tratta di 24 mila celebrazioni. Più diffuse al Nord e al Centro dove superano il 20% (rispettivamente 13,4% e 12,2% dei matrimoni misti). Al Sud e nelle Isole invece i matrimoni con almeno uno sposo straniero sono l’8,1% e il 6,2% del totale delle unioni (4% e 3,5% nel caso dei matrimoni misti). La tipologia più frequente è quella in cui lo sposo è italiano e la sposa è straniera (7,4% matrimoni a livello medio nazionale, per un totale di 18.240 nozze celebrate nel 2008, con punte del 9,9% al Nord e 9,2% al Centro). Gli uomini italiani che sposano una straniera scelgono nel 13,7% dei casi una romena, nel 10,6% un’ucraina e nel 9,6% una brasiliana. Le donne italiane invece scelgono più spesso uomini di origine nordafricana, per lo più marocchini (22,2%), tunisini (7,6%), egiziani (6,1%).

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